Il Comune di Nardò si costituisce contro il grande eolico e trova un fortissimo alleato: il Comitato per
Il Comitato per
Come anticipato nei giorni scorsi da “Nuovo Quotidiano”, infatti,
G&T
...la battaglia contro i progetti di parchi eolici che non tengono conto delle peculiarità paesaggistiche, naturalistiche, agricole e, quindi, anche TURISTICHE, del nostro territorio, continua. Malgrado i "silenzi" del Comune che sulla questione tarda, tarda, tarda, tarda... ad esprimersi!
Consoliamoci con il sostegno alla battaglia che arriva DA TUTTA ITALIA e con il successo delle petizioni (su carta e on-line) promosse dal Comitato per
Leggete l'ultimo comunicato diffuso dagli attivisti del sempre più mitico "Ctp" di Nardò...
COMUNICATO STAMPA del 17 Giugno 2008
Sgomento per
Intanto, da tutta Italia, si sommano le firme. E c'è chi firma in memoria di Renata Fonte, assessore neretina uccisa nel 1984 e la cui storia personale fu caratterizzata da un forte impegno per difendere il Parco di Portoselvaggio ( www.portoselvaggio.net ).
Continuano senza sosta le azioni del Comitato per
Domenica sera il comitato ha organizzato un altro punto di raccolta firme a Santa Caterina, distribuendo materiale informativo riguardante il progetto per l'installazione delle torri eoliche in prossimità di Portoselvaggio e di altre aree di pregio.
Ciò che ha colpito maggiormente i volontari del comitato è il fatto che moltissimi cittadini risultano assolutamente disinformati a riguardo! Nonostante la gran parte abbia sentito "parlare di eolico" in città la quasi totalità ignora le aree di localizzazione, gli effetti negativi e l'entità miserevole delle royalty!
Il Comitato per
Intanto, oltre ai banchetti che già in molti hanno imparato a conoscere, il CTP ha approntato su internet una sorta di Banchetto On-Line [ http://www.firmiamo.it/bastaeolicoselvaggio ], dove, in prima pagina, c'è del materiale informativo, che da la possibilità al visitatore di osservare il contesto nel quale è stato progettato il parco eolico al quale ci opponiamo e nel collegamento la possibilità di firmare. Ad oggi le firme sono circa 150 ed oltre a colpire per la distribuzione geografica, colpiscono per i messaggi lasciati dagli utenti.
Tanti i turisti che, già passati dalle nostre terre, invitano a tutelare il Salento e a difenderci dall'assalto di progetti fortemente invasivi per le aree più belle e preziose del territorio.
Paola Buonocore, di Napoli, scrive: "Ci ho lasciato, come tanti, un pezzo di cuore lì..... non rovinate l'incanto". Ma oltre ai turisti c'è chi firma nel nome di colei che è diventata il simbolo della lotta all'ambiente: Renata Fonte, la donna politica neretina uccisa nel '84 e la cui attività fu caratterizzata da una fortissima lotta in difesa del Parco di Portoselvaggio.
Tra i firmatari, infatti, "emozionano" i ragazzi del "Presidio Renata Fonte" di Torino, recentemente costituitosi.
Questi alcuni commenti:
Ivan Ieri, Torino: "è un orrore permettere simili scempi su bellezze naturali così. Firmo in memoria di Renata Fonte, che più di 20anni fa sacrificò la sua vita pur di difendere Porto Selvaggio da speculazioni di tal genere. Firmo, perché la sua lotta non sia stata vana"
Nadia Bertuglia, Caselle Torinese: "Siamo con voi...noi qui a Torino abbiamo dedicato un presidio a Renata Fonte...e porteremo avanti le sue battaglie!!!"
Per discuttere di questo e di altro il Comitato comunica che Mercoledì p.v. alle 20:30 è programmato un incontro in Via Grassi, presso l'ex Studio dell'Avvocato Pippi Bonsegna, attualmente sede del comitato.
Il ctp inoltre è sempre raggiungibile tramite l'indirizzo e.mail ctp-nardo@libero.it
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Nota a margine: Il comitato invita i signori giornalisti in indirizzo a prendere visone del sito http://www.firmiamo.it/bastaeolicoselvaggio e firmare l'allegata petizione. Ricordiamo a tutti che noi non siamo contro l'eolico ma contro l'eolico che non rispetta il territorio e le popolazioni. Sono i cattivi progetti che creano avversità diffuse! Grazie.
La sezione Salento Ovest di Nardò di Italia Nostra rispedisce al mittente la proposta del “patron” di Italgest, formalizzata nei giorni scorsi al sindaco, di modificare il progetto del Parco eolico eliminando tutte gli aereogeneratori che dovessero risultare visibili dal “belvedere” della Torre dell’Alto, uno dei punti panoramici più suggestivi del parco naturale, e di aumentare l’ammontare delle royalties a favore del Comune a condizione che gran parte venga destinata alla gestione e valorizzazione della meravigliosa area protetta.
Di seguito potete leggere il comunicato integrale.
Italia Nostra Sezione Salento Ovest
Italgest si vergogni!
De Masi scopre Portoselvaggio dopo trentanni!
Quando la realtà supera l´immaginazione
Impianti industriali a go go, progettati senza alcuna serietà, alla bisogna per fare solo affari, e senza criteri.
Al peggio non c´è mai limite.
E, se ce n´era bisogno, il sig.Paride De Masi, titolare della Italgest, si è prodigato per dare conferma di quanto nei giorni scorsi abbiamo affermato.
E cioè che il territorio di Nardò è una variabile dipendente dagli appetiti di questo o quell´imprenditore che si offre, costi quel che costi, di investire in impianti industriali o altre iniziative quale che sia l´impatto che le stesse abbiano sul futuro della città e del suo comprensorio.
E´ vergognoso, quanto incredibile, che il sig.De Masi, che si vanta di essere manager leader nel settore ambientale, scopra solo oggi il parco di Portoselvaggio.
E´ vergognoso e scorretto che le progettazioni di impianti industriali di tal fatta vengano realizzate senza alcuna seria valutazione scientifica del contesto economico ed ambientale in cui vengono calati.
E´ vergognoso, quanto disdicevole, che mercanteggi con l´Amministrazione Comunale circa la dislocazione delle torri eoliche in un territorio che è un unicum di cui Portoselvaggio è una risorsa che le lotte degli ambientalisti e di politici e uomini di cultura illuminati hanno sottratto al saccheggio selvaggio che De Masi intenderebbe proseguire.
Italia Nostra respinge con fermezza le ipocrite proposte di Italgest.
Diffida il Sindaco, l´Assessore all´Ambiente e l´Amministrazione comunale dal farsi partigiani di progetti che già il Consiglio Comunale e
Il Marketing dei pescecani non troverà accoglienza nell´opinione pubblica neritina.
Luciano Tarricone
Componente di Italia Nostra nella Consulta Comunale per l´Ambiente

...nessuno ci aveva pensato: invece che dargli addosso, contestarlo, cercare di convincerlo che Portoselvaggio è un gioiello intoccabile e che le sue pale andasse a montarle da qualche altra parte....bastava accompagnare "l'amico Paride" in una salutare "gita" nel Parco .... e lui si sarebbe immediatamente convertito, come folgorato sulla via di Damasco, promettendo di allontanare le sue torri eoliche dal Parco.
Questo in effetti sarebbe successo....ma si sa...."noi come San Tommaso siamo! e finchè non vediamo...non ci crediamo"
In tutti i casi ecco come è andata....
Di Giuseppe Tarantino
Portoselvaggio fa colpo e le torri eoliche si allontanano.
La notizie è trapelata nelle ultime ore ma tutto sarebbe accaduto qualche settimana fa. Paride De Masi, “patron” di Italgest Wind la società che vorrebbe realizzare il grande Parco Eolico sul territorio di Nardò (31 torri alte
La notizia della “gita” nel Parco doveva rimanere riservata, invece più di un frequentatore di Portoselvaggio ha notato la “troupe” passeggiare nella pineta e l’ha raccontato in giro.
A fare da “cicerone” all’amministratore delegato di Italgest è stato l’assessore all’Ambiente, Mino Natalizio, in persona, che con l’ausilio del personale forestale del parco, ha mostrato a De Masi le “meraviglie” dell’area naturale protetta, vanto e risorsa inestimabile del territorio di Nardò.
I bene informati sostengono che Paride De Masi sia rimasto affascinato dalla bellezza della zona e che, forse proprio per questo motivo, abbia in quella stessa sede avanzato all’assessore Natalizio un’ipotesi altrettanto affascinante: in vista delle modifiche da apportare per
A quanto è dato sapere, l’assessore Mino Natalizio avrebbe anche messo al corrente della proposta, al momento solo verbale, di De Masi, le associazioni ambientaliste che, pare, giovedì sera si sono riunite per discutere, informalmente, la novità.
Di Giuseppe Tarantino
Eolico: a sorpresa spunta un progetto per un altro impianto a Nardò.
Mentre c’è attesa per la soluzione della questione del Parco eolico di 31 aereogeneratori proposto da Italgest Wind, il cui progetto ora dovrà essere sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale, ecco la sorpresa: si viene a sapere che un altro progetto per la realizzazione di “fattorie del vento”, in due distinte zone del territorio comunale, è stato da mesi presentato alla Regione e ora sta seguendo l’iter di istruttoria.
A proporre l’iniziativa, questa volta, un’azienda dalla Basilicata, la “Nextwind srl” con sede a Potenza, che il 30 marzo scorso, giusto sul filo della moratoria, ha presentato presso gli uffici regionali un progetto per la realizzazione di due parchi eolici sul territorio di Nardò: uno in contrada “Castelli Arene-Serrazze”, a nord verso il confine con i feudi di Copertino e di Galatina, su un area di fronte alla zona industriale e a ridosso della bretella che conduce alla superstrada Lecce-Gallipoli; l’altro in contrada “Donna Aurelia”, nel cuore dell’Arneo, su terreni che si trovano a nord del grande “Anello” costituito dalla pista di collaudo della “Nardò Technical Center”, a ridosso del confine con il feudo del comune di Salice Salentino, in parte interessato dal progetto.
In tutto 22 torri eoliche (14 sul territorio neritino), anche in questo caso di “grossa taglia” (dagli 80 ai
A questo proposito, c’è da ricordare che, nei mesi passati, si era vociferato di una richiesta di autorizzazione, avanzata al comune di Nardò proprio dal comune di Salice, per l’installazione di torri eoliche ad una distanza dal confine comunale inferiore ai
Che altri progetti su Nardò fossero stati presentati in passato, era cosa nota, ma che un altro progetto, oltre a quello ormai famoso di Italgest, fosse riuscito a scampare alla “moratoria” scattata dopo l’approvazione delle legge regionale che demandava l’intera questione ai comuni, è una novità per i più. Per finire, un paio di particolari non trascurabili: il progetto della Nextwind presenterebbe una “interferenza” con il progetto di Italgest per quanto riguarda le 8 torri eoliche previste in località “Castelli Arene” che si sovrapporrebbero quasi esattamente con quelle previste dal progetto Italgest; a differenza di quest’ultimo, infine, il progetto di “Nextwind” non prevederebbe alcun impianto nelle aree “sensibili” del territorio, quelle cioè a ridosso del Parco di Portoselvaggio e dell’area sottoposta a vincolo paesaggistico.

Il Museo di Storia Naturale del Salento ci
ha onorati di un link nella propria sezione
LINK CONSIGLIATI
Un grazie speciale a Chiara, che sospettiamo
artefice di ciò, e a tutti voi che ci leggete!
:) Ago & Giuseppe
Di Giuseppe Tarantino
“Sull’Eolico solo un assordante silenzio da parte del sindaco e dell’Amministrazione comunale. Dopo l’appello lanciato dalle associazioni ambientaliste è necessario che chi di dovere affronti in maniera decisa il problema”.
Il consigliere indipendente di opposizione e Vice presidente del Consiglio, Oronzo Capoti, torna a “rompere” il silenzio della politica a Nardò sulla questione scottante dei Parchi eolici. “In questi giorni sui muri della nostra città –dice Capoti- è apparso un manifesto a firma del Coordinamento delle Associazioni ambientaliste di Nardò, dove in maniera dettagliata si denuncia il perché l’installazione delle torri eoliche sul nostro territorio sia dannoso sotto tutti i punti di vista per la collettività. Quello che sconcerta, a mio modo di vedere, è il silenzio assordante dietro il quale il Sindaco Antonio Vaglio e la sua Amministrazione si sono trincerati. Non si capisce come mai – continua- le polemiche inerenti la “questione eolico” dopo alcune settimane di serrato dibattito non abbiano sortito l’effetto desiderato: cioè quello di vedere il nostro Primo cittadino prendere in mano la situazione ed esplicitare in maniera chiara e pubblica il suo pensiero”. Capoti auspica che il sindaco e l’amministrazione comunale, che gestiscono le sorti della città, in virtù delle prerogative concesse dal mandato attribuito dagli elettori, “ponga in essere nelle sedi istituzionali tutte quelle iniziative atte ad un sereno e democratico confronto tra le parti chiamate in causa”. “Tutto ciò –continua- affinché una volta tanto la politica riesca a svolgere a pieno il suo ruolo determinando, se è possibile, scelte condivise che favoriscano e non danneggino, come spesso accade, la nostra città. Il segnale lanciato dalle associazioni ambientaliste –conclude Oronzo Capoti- è forte, chiaro e condivisibile. Chi di dovere adesso, metta fuori la testa dalla sabbia e affronti in maniera decisa il problema”.
prendo spunto dal commento di "corrado" (grazie per la segnalazione, utile ad arricchire il dibattito), per riportarvi quanto segue:
California, uccelli minacciati da impianti eolici da modus vivendi
Verificare l’impatto degli impianti eolici americani sulle popolazioni di uccelli. L’invito viene dalla California Energy Commission. Negli Stati uniti analoghe iniziative si verificano negli stati di Washington, Montana e Texas.
Intanto, la Fish and Wildlife Service diffonde linee guida per gli impianti, che in tutti gli Usa è in crescita verticale. Ormai il vento alimenta 3 milioni di case, pari all’un per cento del fabbisogno. Entro l’anno si prevede una crescita del 26 per cento senza una disciplina organica.

Uno studio della National Academy of Sciences riduce il numero di volatili uccisi dalle pale eoliche a meno di quelli uccisi da veicoli ed edifici. Le stime vanno dai 30 mila ai 60 mila l’anno, secondo la American Bird Conservancy.
Ma con la crescita attuale delle centrali, si rischia di arrivare a quasi un milione l’anno entro il 2030. L’iniziativa californiana sottopone a uno standard di sicurezza, definito dall’Environmental Quality Act e da un’altra norma, federale, la Migratory Bird Treaty Act.
Un’analisi commissionata dalla California Energy Commission ha preso in esame una delle principali centrali eoliche (ad Altamont Pass, ottanta chilometri da San Francisco) scoprendo che in un anno le pale avevano ucciso 4700 uccelli appartenenti a 40 specie diverse, inclusi 1300 esemplari di specie protette.
La centrale si trova infatti lungo un corridoio migratorio preso a riferimento da diverse specie di rapaci e ciò evidenzia l’importanza di evitare la collocazione di impianti lì dove rischiano di intralciare i percorsi noti delle specie migratorie. L’idea è di spostare l’altezza delle pale e di bloccarle nei periodi di maggior passaggio degli uccelli, in inverno.
Prendendo in esame il caso del Salento e di Nardò in particolare credo che le varie componenti che si confronteranno nella procedura di VIA dovrebbero prendere in esame anche questo aspetto, visto che - nello specifico - la vicinanza ad un ara SIC è minima!
A illustrare nel dettaglio i dieci progetti è stato l'amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo. L'azienda, ha spiegato, "ha stanziato un investimento di un miliardo di euro per razionalizzare e sviluppare in modo compatibile con l'ambiente la rete elettrica a alta tensione in Italia". Se il tornaconto ottenuto nel campo dell'efficienza con la rimozione degli "imbottigliamenti" è il più immediato e apprezzabile, i "10 progetti per uno sviluppo sostenibile" messi in cantiere avranno anche diverse altre ricadute positive.
"Saranno eliminati cavi e tralicci in quantità tre volte superiore a quelli previsti dalle nuove infrastrutture - ha sottolineato ancora Cattaneo - 1200 chilometri di linee da smantellare a cui saranno sostituiti 450 chilometri di nuovi elettrodotti". A guadagnarne saranno quindi anche il paesaggio e l'estetica, con l'abbattimento di 4.800 tralicci per l'alta tensione, 161 dei quali in cemento armato. Materiale per oltre sessantamila tonnellate che verrà avviato al riciclo. Inoltre saranno liberati circa 4 mila ettari di territorio.
I nuovi tralicci e le nuove infrastrutture saranno messe a disposizione per altri usi, come il monitoraggio degli incendi e la diffusione della rete wi-fi, evitando quindi inutili raddoppi e sovrapposizioni. Si cercherà anche di realizzarle con il massimo dell'attenzione all'integrazione paesaggistica e allo scopo Terna ha già lanciato alcuni concorsi internazionali d'architettura per ottenere piloni e tralicci "esteticamente sostenibili".
Le regioni interessate dai progetti sono undici: Lombardia, Piemonte, Veneto, Umbria, Abruzzo, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, mentre il raddoppio del collegamento attraverso lo Stretto di Messina riguarda sia la Calabria, divenuta esportartice di energia, e la Sicilia. In tutti i casi, ha rivendicato Cattaneo, è stata cercata e trovata l'intesa con le amministrazioni locali adottando i criteri della Vas, la "valutazione ambientale strategica". Un risultato ottenuto - e questa è forse la più sorprendente di tutte le cifre fornite dal manager - attraverso 40 mila ore di concertazione con enti locali ed istituzioni.
E anche questo è stato un aspetto sottolineato con soddisfazione da Pecoraro Scanio. "Pianificazione e concertazione - ha osservato il ministro - sono le strade maestre da seguire per ottenere risultati importanti, esattamente il contrario di quanto stabilisce la legge obiettivo, che infatti non è riuscita a far approvare neppure l'1% dei suoi progetti".
5 dicembre 2007 - VALERIO GUALERZI - http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/ambiente/efficienza-energetica/efficienza-terna/efficienza-terna.html
NON SVENDIAMO LA NOSTRA IDENTITA' PER UN PIATTO DI LENTICCHIE!!!!!
Come è stato per la discarica di Castellino l’affare delle torri eoliche farà arricchire solo poche persone.
Le Associazioni ambientaliste suonano l'adunata!
chi VUOLE e chi NON VUOLE vendere il territorio?
E' il momento di scegliere da che parte stare!!!!
Pubblichiamo l'appello che domani mattina apparirà su manifesti affissi sui muri della città.
CHI VUOLE VENDERE NARDO’ PER UN PIATTO DI LENTICCHIE?
Come è stato per la discarica di Castellino, l’affare delle torri eoliche farà arricchire solo poche persone. La Italgest occuperà circa 400 ettari di terreni agricoli, montando 31 torri alte 125 metri, visibili fino a 40 chilometri di distanza, molte delle quali a pochi chilometri dalla costa.
Il nostro paesaggio verrà completamente sconvolto per almeno 15 anni e la Italgest e i suoi consociati guadagneranno milioni e milioni di euro all’anno.
COSA CI GUADAGNERANNO I CITTADINI DI NARDO’?
NON PERMETTETE
CHE CIO’ AVVENGA!
FACCIAMO CAPIRE A TUTTI
CHE NARDO’ NON E’
TERRA DI CONQUISTA!
Il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste